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Profumi, Colori, Sapori, Emozioni .. La Sardegna on the Road

Vacanza in SardegnaProfumi, Colori, Sapori, Emozioni .. La Sardegna on the Road

Non appena atterrati ad Olbia, avevamo immediatamente capito di essere su un’altra terra… Paola, la mia amica ventennale dai tempi dell’università, me lo aveva sempre detto, ma come tutte le cose, finché non le provi sulla tua pelle, non puoi capirne il vero significato. La prima cosa che ti arriva è il profumo dell’aria: faceva caldo, anzi caldissimo, ma nonostante questo, l’aria non era pesante come quella del nord, ma ricca di profumi di eucalipto, mirto e macchia mediterranea.

Dopodiché, non appena ti avvii verso la costa, è il tuo sguardo ad essere folgorato: i colori del mare predominano su tutto, ma non appena riesci a distoglierli, ti rendi conto di quanto meraviglioso sia il paesaggio che lo circonda. Le rocce della Gallura hanno un colore rosato e un’imponenza per cui difficilmente passano inosservate.

Sardegna e Mare

Il paesaggio è selvaggio e la sensazione che più ti pervade è quella di essere a totale contatto con la natura. Nel nostro viaggio abbiamo visitato tutta la parte nord-est dell’isola, iniziando da Cala Sassari e proseguendo poi verso nord per Spiaggia Bianca, dove la sabbia è farinosa, mista a pietre, per approdare poi a Cala Sabina.

Quest’ultima è stata particolarmente amata da me perché è una piccola cala, con mare trasparente effetto “tavola”, molto tranquilla. Sarà che quel giorno il tempo non era dei migliori, ma se chiudo gli occhi, ancora riesco a sentire la pace di questa spiaggia, forse un po’ meno turistica. Da Olbia ci siamo poi diretti verso sud, a Porto Taverna, dove il mare si tinge di colori blu-turchese e acquista una trasparenza paragonabile a quella di una piscina. Qui troneggia Tavolara, una delle tre isole che si affacciano su questa parte di costa.

Tavolara è maestosa, imponente e raggiunge la sua massima bellezza con le luci del tramonto, quando insieme a Molara e Molarotto, le altre due isole più piccole, si tingono di un color rosa-arancio che è difficile spiegare a parole. Il punto panoramico più bello è sicuramente Capo Coda Cavallo, punto rialzato da dove si può vedere gran parte della costa nord-orientale che termina con una lingua di terra nel mare che rimanda a una coda di cavallo per l’appunto. Da qui si vedono anche le tre isole in fila. L’ora migliore per visitarlo è sicuramente al tramonto, quando la luce è meno forte e si possono apprezzare tutti i colori, sia del mare, che delle rocce, insieme alla loro vastità. Proseguendo poi nel nostro viaggio verso la parte sud-est, ci siamo fermati a Cala Brandinchi-Piccola Tahiti.

Estate in Sardegna

Immediatamente mi sono resa conto del perché della sua denominazione: il paesaggio che contorna questa grande cala è simil-polinesiano. Vegetazione incredibile, sabbia finissima bianca, mare trasparente e caldo con fondale molto basso e alle spalle una vasta pineta con pini marittimi ed eucalipti.

Il nostro viaggio alla scoperta della costa è poi proseguito verso San Teodoro, città molto turistica che vanta una delle spiagge più belle di tutta la Sardegna, la Cinta: cinque chilometri di spiaggia di sabbia finissima bianca con un mare che personalmente ha colpito il mio cuore più di qualsiasi altro. A piedi, l’abbiamo percorsa tutta fino alla parte più selvaggia, dove questa lingua di terra si getta nel mare, lontano dalla folla, dove il paesaggio diventa estremamente incontaminato e selvaggio e dove non c’è null’altro che mare, cielo, sabbia, silenzio e vegetazione: da una parte il mare e dall’altra il lago ed in mezzo una striscia di sabbia bianchissima piena di grandi conchiglie bianche. È stato in assoluto un colpo di fulmine, al punto che venendo via, continuavo a girarmi per fissare negli occhi e nella mente questo spettacolo della natura.

Sardegna al TramontoGli ultimi giorni sono stati dedicati alla visita della Costa Smeralda. Abbiamo visitato Porto Cervo, giusto per avere un’idea di come vivono le persone nel lusso sfrenato, abbiamo visitato il porto con tutti i suoi yacht e in zona abbiamo pure avvistato lo yacht a vela più grande al mondo, lungo 145 metri con tre alberi. Una sera invece abbiamo visitato Porto Rotondo, piena di negozietti tipici della Costa Smeralda, più ricercati e di nicchia rispetto a quelli di Porto Cervo dove troneggiano solo i grandi brand. Non abbiamo mancato di visitare anche le spiagge intorno a Porto Cervo e Porto Rotondo e anche qui abbiamo trovato colori unici, diversi rispetto al sud di Olbia. Qui il mare si tinge davvero di un colore smeraldo con rocce rossastre e spiagge con sabbia più rosata e grossolana.

Il Sole della SardegnaLa mia preferita è stata Capriccioli, dove anche qui, nonostante la folla, siamo riusciti a ritagliarci uno spazio in una caletta isolata, lontano dal rumore della gente. Sì, perché nonostante la moltitudine di persone presenti in Sardegna ad agosto, si possono comunque trovare angoli di pace dove noi immancabilmente guardavamo il sole tramontare. Il tramonto che però non dimenticherò mai nella vita è stato quello a Baja Sardinia, al “Phi Beach”, locale che si trova in una posizione unica, direttamente a picco sul mare e dove si può ammirare il sole cadere dietro il mare stesso. Bellissima e romanticissima l’atmosfera… dove tutti attendono che la palla di fuoco si tuffi nel blu.

La Vita in SardegnaUn ricordo speciale lo merita invece la visita alle isole La Maddalena e Caprera: mai dimenticherò i colori e la pace di questi luoghi, il silenzio nonostante le innumerevoli persone che sbarcavano dai traghetti ogni venti minuti. Le spiagge della Maddalena, una più bella dell’altra, ma anche qui ho avuto la mia preferita: La Trinita, dove il turchese e lo smeraldo si confondevano l’uno nell’altro. Ho apprezzato moltissimo il fatto di aver lasciato l’isola il più selvaggia possibile, con strade sterrate e sentieri sabbiosi. Bellissimo ed estremamente suggestivo il ponte che collega La Maddalena a Caprera, se si può ancora più selvaggia e naturistica.

L’ultimo giorno è stato poi dedicato alla visita di San Pantaleo, un paesino nell’entroterra della Gallura in cui le rocce maestose si stagliano dietro il paese trasmettendo la sensazione di essere in montagna. Paesino molto raccolto e caratteristico, con negozietti iper ricercati, dove la cura del dettaglio emerge in ogni dove, perfino nelle fila di lampadine spoglie che corrono tra un muro e l’altro. Scendendo da San Pantaleo , lungo la costa, il panorama che si è posto davanti ai nostri occhi per salutarci è stato qualcosa di incredibile: ci siamo quindi fermati a Cugnana in una caletta solitaria per salutare questo meraviglioso mare e questa fantastica isola che ci è entrata nel sangue e nelle vene.

L’abbiamo vissuta con passione, senza schemi, abbandonandoci all’istinto, con la salsedine sulla pelle e i capelli indomati, prima dal Maestrale e poi dallo Scirocco, con vestiti easy, con i piedi sempre nudi sulla sabbia o sulle rocce, con il profumo dell’elicriso e degli eucalipti nel naso, con gli occhi pieni di meraviglia ed il gusto pieno di sapori che rimandano alla pastorizia (che dire dei formaggi, delle formaggelle, delle seadas) e sapori che rimandano al pescato fresco (cozze fritte, cozze gratinate, fregola con frutti di mare) ma soprattutto con una magia che difficilmente dimenticheremo!

“Momenti di trascurabile felicità”